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Il gesto dello scorpione
Nel mondo esistono circa milletrecento specie di scorpioni (animali compresi nella famiglia degli aracnidi), costituiti da un corpo allungato e da una coda segmentata, alla cui estremità spunta un pungiglione. Più dettagliatamente in prossimità della bocca possiedono degli organi chiamati cheliceri, un paio di pedipalpi (la loro parte del copro a forma di tenaglia) e quattro paia di zampe. Possono avere da sei a dodici occhi sparsi per il cefalotorace (la parte che comprende la testa e le zone ad essa periferiche), anche se alcuni scorpioni di caverna sono privi di occhi. Raggiungono una massima lunghezza di diciassette centimetri. Sono noti per il loro veleno letale. Non vivono soltanto nel deserto, ma possono trovarsi anche in altri luoghi, comprese le città.
Questo particolare animale può essere protagonista di un fatto estremamente singolare. Nel caso in cui si trovi interamente circondato dal fuoco, quindi nell'impossibilità di scappare, arriva al punto di uccidersi con il suo stesso pungiglione. Questo gesto può essere inteso come un vero e proprio suicidio, ma potrebbe anche essere vera un'altra ipotesi: un riflesso di massima eccitazione da parte dello scorpione, nel momento in cui si rende conto che non ci può più essere alcuna via d'uscita. Alla base potrebbe quindi prevalere una spiegazione prettamente scientifica, una ragione che riguarda l'istinto con i relativi meccanismi naturali ed inconsci. D'altra parte, come accennato sopra, l'uomo tende a considerare tale reazione un atto di consapevole auto-eliminazione, forse perchè, immedesimandosi, ritiene che in una situazione del genere la speranza di salvezza svanirebbe del tutto.
C'è da chiedersi se uno scorpione possa essere in grado di decidere la propria morte e di ribellarsi, in quel modo, ad una sorte che lo costringe in un cerchio di fuoco. |